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Manifesto

giugno 19, 2019

Signore e signori
Questa è la nostra ultima parola.
– La nostra prima e ultima parola –
I poeti scendano dall’Olimpo.

Per i nostri vecchi
La poesia fu un bene di lusso
Per noi invece
È un articolo di prima necessità:
Noi non possiamo vivere senza poesia.

A differenza dei nostri vecchi
– E lo dico con tutto il rispetto –
Noi sosteniamo
Che il poeta non è un alchimista
Il poeta è un uomo come tutti
Un muratore che costruisce il suo muro:
Un costruttore di porte e finestre.

Noi parliamo
Usando la lingua di tutti i giorni
Non crediamo in segni cabalistici.

Ancora una cosa:
Il poeta è qui
Perché l’albero non cresca storto.

Questo è il nostro messaggio.
Noi denunciamo il poeta demiurgo
Il poeta Tascabile
Il poeta Topo di Biblioteca.
Tutti questi signori
– E lo dico con molto rispetto –
Dovrebbero essere processati e giudicati
Per aver costruito castelli in aria
Sprecato spazio e tempo
Composto sonetti alla luna
Ammucchiato parole a caso
Seguendo l’ultima moda di Parigi.
Per noi no:
Il pensiero non nasce in bocca
Nasce nel cuore del cuore.

Noi ripudiamo
La poesia degli occhiali da sole
La poesia di cappa e spada
La poesia dei cappelli a tesa larga.
Incoraggiamo invece
La poesia ad occhio nudo
La poesia a torso nudo
La poesia a capo scoperto.

Noi non crediamo in ninfe e tritoni.
La poesia dev’esser:
Una ragazza circondata da spighe
O essere assolutamente nulla.

Ora, sul piano politico
Loro, i nostri avi in linea diretta,
I nostri cari nonnini!
Si ritirarono e dispersero
Passando attraverso il prisma di cristallo.
Alcuni si dissero comunisti.
Io non so se lo fossero veramente.
Supponiamo che fossero comunisti,
Io so solo una cosa:
Che non furono poeti popolari,
Bensì dei riveriti poeti borghesi.

Bisogna dire le cose come stanno:
Solo uno di loro
Seppe toccare il cuore del popolo.
Non hanno perso occasione
Di dichiararsi con parole e opere
Contro la poesia realizzata
Contro la poesia del presente
Contro la poesia proletaria.

Ammettiamo pure che fossero comunisti
Ma la loro poesia è stata un disastro
Surrealismo di seconda mano
Decadentismo di terza mano,
Vecchie assi travolte dal mare.
Poesia aggettivale
Poesia nasale e gutturale
Poesia arbitraria
Poesia copiata dai libri
Poesia basata
Sulla rivoluzione della parola
In circostanze che dovevano fondarsi
Sulla rivoluzione delle idee.
Poesia circolo vizioso
Per una mezza dozzina di eletti:
“Assoluta libertà di espressione”.
Oggi facciamo congetture
Sul perché avrebbero scritto certe cose
– Per spaventare i piccolo borghesi? –
Tempo perso inutilmente!
La piccola borghesia reagisce
Solo quando si tratta del suo stomaco.

– Spaventarli con le poesie, suvvia! –

La situazione è questa:
Mentre loro sono
Per una poesia del crepuscolo
Per una poesia della notte
Noi propugniamo
La poesia dell’alba.
Questo è il nostro messaggio,
I fulgori della poesia
Devono raggiungere tutti
Vogliamo abbastanza poesia per ognuno.

Niente di più, compagni
Noi condanniamo
– E questo sì che lo dico con rispetto –
La poesia degli dèi minori
La poesia della vacca sacra
La poesia del toro furioso.

Contro la poesia delle nuvole
Noi opponiamo
La poesia della terraferma
– A mente fredda e cuore caldo
Siamo fermamente per la terraferma –
Contro la poesia dei caffè
Vogliamo la poesia della naturalezza
Contro la poesia dei salotti
La poesia della piazza
E della protesta sociale.

I poeti scendano dall’Olimpo.

 

(Nicanor Parra, da “Obra gruesa”, 1969, trad. C. Mangone)

Padre nostro

gennaio 21, 2016

Padre nostro che sei nei cieli
pieno di ogni genere di problemi
con l’espressione corrucciata
come se fossi una persona qualunque
non pensare più a noi.

Capiamo che tu soffra
perché non riesci a mettere le cose a posto.

Sappiamo che il Demonio non ti lascia tranquillo
distruggendo tutto quel che costruisci.

Lui ride di te
ma noi piangiamo con te.

Padre nostro che sei dove sei,
circondato da angeli sleali,
sinceramente
non soffrire oltre per noi.

Devi capire
che gli dei non sono infallibili
e che noi sappiamo perdonare tutto.

(Nicanor Parra)

TRES POESÍAS

agosto 24, 2015

1

Ya no me queda nada por decir
Todo lo que tenía que decir
Ha sido dicho no sé cuántas veces.

2

He preguntado no sé cuántas veces
pero nadie contesta mis preguntas.
Es absolutamente necesario
Que el abismo responda de una vez
Porque ya va quedando poco tiempo.

3

Sólo una cosa es clara:
Que la carne se llena de gusanos.

(Versos de salón, 1962)

TRE POESIE

1

Ormai non mi rimane niente da dire
Tutto quello che dovevo dire
E’ stato detto non so quante volte

2

Ho domandato non so quante volte
ma nessuno risponde alle mie domande
E’ assolutamente necessario
Che l’abisso risponda subito
Perchè ormai sta restando poco tempo

3

Solo una cosa è chiara:
Che la carne si riempie di vermi

(Nicanor Parra, Traduzione di Carmelo Pinto)

Ci sono cortesie che meritano bastonate

aprile 21, 2008

Dite apertamente si è ammazzato

Si è suicidato sparandosi alla tempia.

 

Agnus dei

aprile 21, 2008

Orizzonte di terra

                            astri di terra

Lacrime e singhiozzi trattenuti

Bocca che sputa terra

Terra con terra – terra mista a vermi.

 

Anima eterna – spirito di terra.

 

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo

Dimmi quante mele ci sono nel paradiso terrestre

 

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo

Fammi il piacere di dirmi che ora è.

 

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo

Dammi la tua lana per farmi un golf.

 

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo

Lasciaci qui tranquilli a fornicare:

Non ti immischiare in questo momento sacro.

 

da E’ l’oblio

aprile 21, 2008

Oggi è un giorno di primavera,

Credo che morirò di poesia,

Di quella ragazza malinconica

Non mi ricordo neanche il nome.

So solo che passò per questo mondo

Come una colomba fuggitiva:

La dimenticai senza volerlo,lentamente,

Come tutte le cose della vita.