Ottobre 15, 2009 di greta rosso

E “nel mezzo del cammino”
della mia vita
mi imbattei in me stesso

“in una selva oscura”
E ho riso + pianto + vissuto + sono morto

E non ho capito
niente

Ottobre 15, 2009 di greta rosso

In seguito
mi dedicai al camminare
e intrapresi passi
che correggessero
le mie precoci
asinerie

Con l’unico risultato di
aumentare la mia fame

Ottobre 15, 2009 di greta rosso

And when the white furze

stands up

on the dandelion stem

it is time

to blow

Ottobre 15, 2009 di greta rosso

As morning

mocks its flowers

by becoming

Afternoon

Usi della poesia

Ottobre 15, 2009 di greta rosso

A cosa serve oggi la poesia
A cosa serve Per cosa e’ buona
nei giorni e nelle notti dell’Epoca di Autocalisse
nella quale la poesia e’asfaltata
per farne autostade per eserciti di notte
come in quel paradiso al nord di Nicaragua
dove le promesse fatte nelle piazze
saranno tradite nell’interno
o nei campi tanto verdi
nel Centro Armi Navali di Concord
dove treni armati travolgono i dimostranti verdi
dove la poesia e’ resa importante dalla sua assenza
l’assenza di uccelli in un paesaggio estivo
la mancanza d’amore in un letto a mezzanotte
o la mancanza di luce a mezzogiorno nei piani alti
Perche’perfino la brutta poesia ha rilevanza
per quello che non dice
per quello che tralascia
E che cosa del sole che scorre
nelle maglie del mattino
che cosa delle notti bianche e delle bocche del desiderio
labbra che ripetono e ripetono Lulu Lulu
e tutte le cose nate con le ali che cantano
e pianti lontani lontani sulla spiaggia al tramonto
e luce sempre accesa su terra e mare
e caverne misurate dall’uomo
dove una volta scorrevano fiumi sacri
vicino a citta’ vicine al mare
nelle quali camminiamo e passeggiamo distratti
costantemente meravigliati
dallo spettacolo pazzo dell’esistenza
e tutti questi animali parlanti su ruote
eroi ed eroine con mille occhi
con cuori curvati e sopra-anime nascoste
senza piu’ miti da chiamare propri
costantemente meravigliati come anch’io sono
da questi bipedi a facce nude in abiti
questi comici improvvisatori
pallidi idoli nelle strade di notte
ballerini in estasi nella polvere dell’Ultimo Valzer
in quest’epoca di Autocalisse ingorgata
dove la voce del poeta risuona ncora distante
la voce della Quarta Persona Singolare
la voce della tartaruga
la faccia dietro la faccia della razza
un libro di luce nella notte
la voce stessa della vita come Whitman la udi’
una tenera risata selvaggia
(ah, ma liberarla ancora
dal word-processor della mente!)
E io sono il cronista di un giornale
di un altro pianeta
arrivato a riportare una storia terra terra
sul Cosa Quando Dove Come e Perche’
di questa sorprendente vita quaggiu’
e degli strani clown che la controllano
i curiosi clown che la controllano
con le mani sui davanzali
di tremende officine indemoniate
che gettano le loro ombre oscure
sulla grande ombra della terra
alla fine di un tempo sconosciuto
nel supremo hashish dei nostri sogni

Inventario

Ottobre 14, 2009 di greta rosso

c’è la pagina in cui la vita finge di venire da fuori. c’è la pagina che racconta, sempre male, la vita del suo fuori. c’è la pagine che crede solo a quel che vede fuori.
c’è la pagina che crea la vita che non c’è fuori. c’è la pagine per cui non esiste il fuori. c’è la pagina dove la vita nasce. c’è la pagina che viene da altre pagine. c’è la pagina che conduce ad altre pagine. c’è la pagina che sa di altre pagine. c’è la pagina che sta bene in mezzo ad altre pagine. c’è la pagina che non crede all’esistenza di altre pagine. c’è la pagina che parla di cose. c’è la pagina che racconta se stessa. c’è la pagina che nasce per raccontare la sua nascita dalle cose. c’è la pagina che usa e forse consuma parole. c’è la pagina che si fa portare dalle parole. c’è la pagina che crede di esser parole. c’è la pagina che finge di parlare ma non parla. c’è la pagina che parla e non dice. c’è la pagina che parla solo a sua mamma il poeta. c’è la pagina che parla lingue note. c’è la pagina che non cerca orecchi né forse amici. c’è la pagina che non serviva. c’è la pagina che, prima, mancava. c’è la pagina che, ora che esiste, tutti sappiamo che mancava.c’è la pagina scritta con gli occhi aperti. c’è la pagina critta con gli occhi chiusi. c’è la pagina scritta senza occhi. c’è la pagina scritta per qualcuno. c’è la pagina scritta su qualcuno: che, a volte, non siamo noi. c’è la pagina non scritta, che è comunque dentro o fuori viva. c’è la pagina che è viva ma è comunque da scrivere. c’è la pagina che da sé non sa scrivere, finché non muore.

Mani

Ottobre 14, 2009 di greta rosso

Con una mano sinistra ci prepara gli addii
con l’altra mano sinistra ci prepara
agli addi

(La vita l’incontro la nostra
impazienza incomunicabilità)

Con mani
che sembrano nostre

(Le destre servono per
salutare gesticolare cambiare le marce)

A memoria, sbagliando

Ottobre 14, 2009 di greta rosso

Mescola un pugno di fango
con un cucchiaio di pioggia

Dice la propria vita
a memoria, sbagliando
ogni tanto le porte

Avvertenze

Ottobre 14, 2009 di greta rosso

Conservare il cuore in luogo asciutto,
al riparo dai temporali non improvvisi e dalle
piogge acide di lacrime,

dai ladri e dagli assassini
di tempo e di parole,

dall’inganno dei giorni,
dalla comprensione degli altri,
dalle emozioni non violente.

Zolle d’erba

Ottobre 13, 2009 di greta rosso

L’intelligenza dell’amore
com’è poca cosa.
Io tenterò senza civetteria
l’amore della fame
e delle insormontabili
bucce.