la ragazza in jeans attraversa il ristorante
mi ricorda helena che si pettina
io vivo lo specchiarsi,questi scambi
della retina e della memoria
in alcune vecchie città del continente
quando viaggio cerco la mia casa:
lo spazio della porcellana bianca
dove le case acquisterebbero una nitidezza assoluta.
una ragazza in jeans attraversa il ristorante:
è un asse di peripezie, di rapporti che ignoro.
la interrogo? ma lei non è nausicaa,
del resto iil mio vero conferisce solo mortalità alle cose,
il reale è transeunte, neppure i miti
eliminano le distanze che improvviso
fra i registri della rappresentazione
per l’amore smisurato.