Archivio per la categoria ‘pier luigi bacchini’

Danza

Aprile 18, 2008

Quando ero albero, c’è una parte di me che avverte

con tale tenerezza l’umidità acerba delle cortecce

e il legno autunnale infradicirsi sotto il musco

da sentirsi fatta di verde. Così è nata la metamorfosi in pietra,

e quella delle ragazze in rami

e le incantevoli storie. Tutta la fratellanza chimica ci chiama,

le cose con le cose, e non solo la vita

ma la morte, secondo il procedimento

delle contorsioni dei lombrichi, e dei maleodoranti

microrganismi; e la donna

con l’uomo, e non soltanto

per le labbra aperte dell’estro

ma per le fresche membra degli alberi e noi,

che si avvolgono insieme, ci chiamano all’ombra

e si fanno palpare nei frutti, mangiare

come i felini le carni, in tutto un rimescolio

di male e di bene.

 

                             anche in un minimo rivo

ingombro d’erbe – e i pesci

tra le gambe, in un trasalimento, comel’amore

per tutte le femmine; e credo che spiriti della scienza

giochino tra noi, 

con gli ottaedri, grattati dal terriccio – e forse

mischiati in noi, ci bacino: è troppo felice la carne

ha fremiti da superni,

e tutti i vibratili epiteli, e l’epidermide

che il sudore cosparge nei giochi – e e urla e i gemiti

tra gli spasimi del nostro dolore

di ridanno alle profondità. Agl’inferi, che nel buio conservano

germinazioni azzurre e verdi, a prismi, 

                             a cubi, in amorose

compenetrazioni rosa

nell’ordine dei cristalli. E senza più niente ormai,

già quasi ischeletriti allunghiamo le braccia, le mani, fuori

dai lenzuoli, con lo sguardo sino a raggiungere

lontananze felici d’alberi, dietro le tende, e giovani volti,

allegri, attorno; e oltre le apparizioni e le riapparizioni

del sole, spersi atomi

senza più nome, ancora in primavera chiamiamo e amiamo.