Archivio per la categoria ‘nuno júdice’

Tempo d’Estate

Aprile 21, 2008

La poesia corrompe le dita che scrivono. Cadono

dalle braccia, frutti putridi, e infettano la bianca

terra dell’aurora. Leggo il verso interrotto

della malattia. Ricostruisco il finale della poesia,

l’evocazione del corpo febbricitante; e abbraccio

la donna pallida che la poesia occulta, “Ti amo”, le

dico. Lei si spoglia nell’oscurità della memoria, lasciando

 

dietro di se un’ombra di antichi lenzuoli. La luce

del mezzogiorno, sento, ha cancellato quell’immagine; e rivela

il rosso delle labbra da dove scorre

il limpido riso dell’amore,

 

-Pomeriggio in cui le finestre sbattono; e un 

vento interrompe la conversazione degli amanti; e 

il mare si congeda dall’agosto con le maree

vive che l’abitudine ignora.