Archivio per la categoria ‘Nelo Risi’

…lo si vede dal mattino

Aprile 18, 2008

Nell’intrico della mia stanza

il vento volta le pagine sulle cose del mondo

ci vorrebbe un ente intermedio

tra dio e gli uomini

per parare questa invasione di fantasmi.

 

Non sento più il bisogno di fare lunghi viaggi

ho consumato una fila di occhiali nel corso degli anni

un pellegrinaggio laico per arrivare al punto

di smemorarmi.

 

Altri

e sono uomini di potere o comuni mortali

iniziano il giorno compulsando oroscopi

fanno ricorso a incantesimi e scongiuri.

divagamento

Aprile 18, 2008

Autunno se n’è andato e con esso il sole
addio profumi dove tutto è chiaro
addio vivo argento dei cieli! intorno
niente che ti possa attrarre
anche le rondini in grande confusione
hanno preso la lunga via del mare
La nuca è stanca rimugini un pensiero
come una parola malposta uccida il verso;
non usa la poesia le stesse
parole della prosa?
                      “lo stesso sangue
nelle vene di entrambe”*

Altro il valore l’ordine dei suoni
poesia non sta solo nel testo è nel suo agire
rivela l’inespresso dava forma
alle visioni alle voci degli dèi: un’idea
si fa corpo, impulso delle dita? contatti di neuroni?
apre il cammino nè sappiamo dove quando
arriveremo… del resto nessuna imposizione
il mondo in una mano tu prima l’hai mai visto?

 

*Wordsworth

da Arte poetica

Aprile 18, 2008

Alma Mater sale nostro

ampio seno immensa donna

grotta ombrosa vereconda

prima e ultima caverna

vecchia ava Maia o Gea

nonna eterna Mutter Erde

medremerda…

                       Partirò dalla memoria?

Parto dalla natura per interrogare la storia.

Nell’erba alta stavano grandi uova incustodite

potrebbe essere un inizio, e non è che una notizia

d’altre ere

di cui s’è persa l’emozione. O, per variare:

Da un fregio jonio pende un bivacco di formiche

così non si va indietro che di qualche millennio

a degli uomini labili e caparbi

a ciò che si ripete ed è variabile

che è tipico e costante,

palafitte o lucumoni o cariatidi riverse…

pare un destino persecutorio: la natura

è un macello organizzato

dove un troppo perfetto equilibrio 

vale la morte. Parlando dell’uomo

(è solo un’ipotesi di lavoro)

di solito si fa riferimento a Adamo

- ecco, la coscienza assevera:

Togli al cervello l’ossigeno e lo zucchero

e non avrai più Dante.

                                    Vedo un uomo

in scala col tempo, sanguinario e versatile

che vive dentro grotte e corre eretto

brandendo mandibole, che abbatte le bestie

con scapole di antilope.

Durante una vertigine di epoche

è ancora Adamo sempre più Caino

stupido e smarrito in controversie

in qualche oscuro argomento familiare,

bendisposto allo sterminio: uomo Serse

uomo Attila giù giù fino a Hitler.

Un po’ di cultura umanistica nella scienza

della natura non guasta. Ma il passato schiaccia:

saranno i nostri atti dettati in eterno

da convenienze retrospettive? Solo il futuro è limpido, per certi

segni che sono nell’aria: l’ultimo sisma

avrà pure cambiato qualcosa

se le scosse si avvertono subito

si medicano in tempo. e le mandrie

strategiche dei missili

fiutato il vento riaccucciano le grosse

teste, bonari si rigirano nel sonno.

dunque un’attesa conttrollata

riduce il rischio?

E’ che la verità va urlata ogni minuto

di tutta la vita contato al’indietro

perchè si faccia strada lentamente.

Malgrado gli sforzi noi siamo una vaga

capacità d’uomo

che chiacchiera che s’agita che viaggia

a livello del ventre e sotto sotto

sonnecchia in massa; cosa ci manca?

la risposta è pronta: una coscienza atomica.

(…)