Mettiamoci bene in piedi, con le braccia molto aperte
e gli occhi fissi sulla linea dell’orizzonte
Poi chiamiamoli dolcemente con i loro nomi
e i personaggi appaiono
Mettiamoci bene in piedi, con le braccia molto aperte
e gli occhi fissi sulla linea dell’orizzonte
Poi chiamiamoli dolcemente con i loro nomi
e i personaggi appaiono
ra noi e le parole c è metallo che fonde
fra noi e le parole eliche che girano
e possono darci morte violentarci cavare
dal più profondo di noi il più utile segreto
fra noi e le parole ci sono profili ardenti
spazi popolati di gente che volta le spalle
alti fiori velenosi porte da aprire
e scale e lancette e bambini seduti
che aspettano il loro tempo e il loro precipizio
Lungo la muraglia che abitiamo
ci sono parole di vita ci sono parole di morte
ci sono parole immense, che ci attendono
e altre, fragili, che hanno smesso di attendere
ci sono parole accese come navi
e parole uomini, parole che mantengono
il loro segreto e la loro posizione
Fra noi e le parole, sordamente,
le mani e le pareti di Elsinore
E ci sono parole notturne, parole gemiti
parole che ci salgono illeggibili alla bocca
parole diamanti parole mai scritte
parole impossibili da scrivere
perchè non abbiamo con noi corde di violino
nè tutto il sangue del mondo nè tutto l’amplesso dell aria
e le braccia degli amanti scrivono molto alto
molto oltre l’azzurro dove muoiono ossidati
parole materne soltanto ombra e singhiozzo
soltanto spasimo amore solitudine disfatta
Fra noi e le parole i murati vivi
e fra noi e le parole, il nostro dover parlare.