… Col ciglio spento e asciutto
e coll’aria del golfo del giorno
tu non sei più questa o distesa
ora che con ardui mirati lampi
miro l’orizzonte.
Tu non sei questa morte
nè questa nella quale sei muta
e distesa, e come arco si sparsero
le colline immaginarie: ora ti vorrò vedere
nell’acre livore del giorno.
Tu non sei migliore del tuo giorno
che con l’aria calda
di un tuo migliore giorno
le sue spire d’aria in un lembo saluta.
E non era d’aria disteso
e di rondini diverso il tuo giorno.
Tu salva sempre nella tua selva d’aria.
come distesi sono i tuoi piedi
i tuoi gridi, l’eco, l’afa
di una collina immaginaria…