Archivio per la categoria ‘lorenzo calogero’

XLIV (da Quaderni di Villa Nuccia)

Aprile 18, 2008

… Col ciglio spento e asciutto

e coll’aria del golfo del giorno

tu non sei più questa o distesa

ora che con ardui mirati lampi

miro l’orizzonte.

                          Tu non sei questa morte

nè questa nella quale sei muta

e distesa, e come arco si sparsero

le colline immaginarie: ora ti vorrò vedere

nell’acre livore del giorno.

 

Tu non sei migliore del tuo giorno

che con l’aria calda

di un tuo migliore giorno

le sue spire d’aria in un lembo saluta.

 

E non era d’aria disteso

e di rondini diverso il tuo giorno.

 

Tu salva sempre nella tua selva d’aria.

come distesi sono i tuoi piedi

i tuoi gridi, l’eco, l’afa

di una collina immaginaria…

 

A rilento le stesse sostanze vedi

Aprile 18, 2008

A rilento le stesse sostane 

vedi. Non è mancanza di sole

la luce che vien meno, la calma piena, il bosco,

una gocciola, una luce, una casa,

la cara sembianza di persone morte,

com’è solido il sapore, il frutto del limone

e in un altro giorno attiguo il tuo gelido sopore.

Sopra le ossa, su le medesime cose

è opaco assiduo, in un fiore,

deserto il batticuore.

 

CLXVII (da Quaderni di Villa Nuccia)

Aprile 18, 2008

e sembra un sogno, ma non ho nessuno.

O anima, o madre dei poeti
e al tuo benigno regno, io poveruomo,
forse nessuno. E languisco nelle tenebre
che mi ha lasciato il tuo smaltato
smalto; io due volte, pronto,
sul punto di uccidermi e anche questo
mi assale in dubbio. I detriti potranno fare
povere cose miracolose e questo mi sale
al labbro, ove io avevo un punto povero
un punto povero di poeta ….