Archivio per la categoria ‘ion vinea’

Constatazioni provinciali

Luglio 7, 2008

Le pareti di cartone bianco tagliate da una finestra
rettangolare; il giorno si appoggia al cielo;
e una nuvola ammazza il tempo con un nastro azzurro.

Sui campanili il crepuscolo infittisce metallico
e accanto a me la vita è così regolata -
Il pozzo, ecco, riempie il secchio con un tonfo
e uno stormo di passeri saltella spiumando su un pasto frugale.

Poi una domestica, un gomito robusto nell’aria
raccoglie sul braccio panni freddi dalle corde
sì che il vento soccombe come strangolato da un laccio, -
ora si attende la sera con il livido pennacchio della luna,

con campane e farfalle gialle sulla volta e nei giardini.
Profumo: piangono limpide coppe sui conviti bianchi fuori…
Provincia – che animo ordisci in un’estate così?
Ascolta piuttosto come ti crescono nell’ombra larve di gigli.

Le stelle

Luglio 7, 2008

Il silenzio ha ingrandito la luna.
I galli hanno allarmato tre volte il villaggio,
hanno taciuto anche le mucche dagli occhi grevi -
i campani, poi le fruste, gli uomini, alla fine anche i cani,
e il silenzio è così eterno che sento il passero del tempo
frusciare breve tra i rami
S’è coricato nella sua tenda di piume?
La luna impietrisce.

Ma ecco che sogno o demenza – non so più per chi me lo chiedo
perchè penso che il cielo è opaco come le sue palpebre
che questo silenzio non l’ha sentito da molto,

Amor mio con i nervi neri
la bocca chiusa e dura
i capelli di ferro tesi sulla testa
quali allucinazioni scavi sui cuscini con la fronte
quale dolore soffochi con le mani contratte sui seni
quale filtro ti mozza il respiro?
Il tuo animo è una colombaia invasa dai corvi,
è un pozzo in cui s’aggrovigliano le serpi
è un camino intasato da tramontana
è un’ala di mulino che si dibatte e chiama il deserto
- sei un uccello sorpreso dall’autunno
sorella mia, sorella mia del mattino
amica mia di sieste
amor mio di solitudine
balcone mio di tedio, campana mia di sogno
bibbia mia di bontà, detersore di sfinimento, locanda
mia di strada sconosciuta, fuoco rosso nel pensiero delle tenebre
valle con eremo di legno per il raccoglimento
amor mio, ascolta il lungo pensiero polare della luna sul villaggio di marmo
vedi come si sono distesi e dormono su ombre e lacrime i rami
come cadono i frutti grevi accanto ai recinti
come si umiliano i mucchi di fieno e profumi
come si spengono le luci alle finestre
come tutto si leviga limitato nelle sue linee chiare
i tetti geometrici e le cupole di carice
il profilo delle colline di boschi grandiosi e rugiada,
la seta del cielo tagliata dall’arcano delle vette e le stelle
le stelle
amor mio, ascolta il lungo pensiero polare della luna sul villaggio di marmo
vedi come si sono distesi e dormono su ombre e lacrime i rami
come cadono i frutti grevi accanto ai recinti
come si umiliano i mucchi di fieno e profumi
come si spengono le luci alle finestre
come tutto si leviga limitato nelle sue linee chiare
i tetti geometrici e le cupole di carice
il profilo delle colline di boschi grandiosi e rugiada,
la seta del cielo tagliata dall’arcano delle vette e le stelle
le stelle
amor mio, ascolta il lungo pensiero polare della luna sul villaggio di marmo
vedi come si sono distesi e dormono su ombre e lacrime i rami
come cadono i frutti grevi accanto ai recinti
come si umiliano i mucchi di fieno e profumi
come si spengono le luci alle finestre
come tutto si leviga limitato nelle sue linee chiare
i tetti geometrici e le cupole di carice
il profilo delle colline di boschi grandiosi e rugiada,
la seta del cielo tagliata dall’arcano delle vette e le stelle
le stelle
amor mio, ascolta il lungo pensiero polare della luna sul villaggio di marmo
vedi come si sono distesi e dormono su ombre e lacrime i rami
come cadono i frutti grevi accanto ai recinti
come si umiliano i mucchi di fieno e profumi
come si spengono le luci alle finestre
come tutto si leviga limitato nelle sue linee chiare
i tetti geometrici e le cupole di carice
il profilo delle colline di boschi grandiosi e rugiada,
la seta del cielo tagliata dall’arcano delle vette e le stelle
le stelle
amor mio, ascolta il lungo pensiero polare della luna sul villaggio di marmo
vedi come si sono distesi e dormono su ombre e lacrime i rami
come cadono i frutti grevi accanto ai recinti
come si umiliano i mucchi di fieno e profumi
come si spengono le luci alle finestre
come tutto si leviga limitato nelle sue linee chiare
i tetti geometrici e le cupole di carice
il profilo delle colline di boschi grandiosi e rugiada,
la seta del cielo tagliata dall’arcano delle vette e le stelle
le stelle
le stelle
le stelle

Settembre

Luglio 7, 2008

(abbozzo)

I bambini piangevano assonnati,
l’erba morta aveva temprato le valli e il bestiame pascolava intristito,
più lontano scorgevo cavalli sbardati -
sono morti tutti gli uomini della terra ma non mi rendo conto se sia meglio.

Fermiamoci qui accanto al pozzo inaridito
perchè il salice della sera cade opprimente,
persino le vette si curvano prostrate
e il mulino a vento, vedovo e nero,
impazzisce sulla collina, impazzisce.

Ti sei alzato e non ricordi più, dunque scendi la strada conosciuta,
ti vedo a passo affranto ferire con un bastone la terra,
non voltarti se ti chiamo
perchè è molto più triste vederti partire
e non so quanto resterò così.
. . . . . . .
Assalonne morì fuggiasco con i capelli al vento,
cavalcava verso i boschi, spalle bianche e caviglie nei calzari,
aveva gettato la pianura come un mantello,
ma accese un incendio sontuoso con le chiome aggrovigliate agli artigli di rami secchi,
la sua fornte si distese nella morte
ed ebbe occhiate d’acciaio come una fanciulla.
. . . . . . .
L’autunno ha perso i vigneti,
l’aria è come le perle malate,
la luna fugge terrorizzata sui boschi,
Dio mio, devo andare a dormire,
Il vento accanisce le sue trombe di zanzare
e tutta la notte la pioggia batterà sulle lamiere del cielo.