Nessuna ferita
allontanava i tuoi incubi.
Quando vagavi in età matura
per la selva scura, sono rimasto
a conversare con le tue camicie,
aggiustando i baschi
che affogavano i capelli.
Avevo esattamente sette anni
e una luna vagabonda che gareggiava
a correre con me.
Sono rimasto a intrattenere
quelle stoffe allineate,
come un esercito in rassegna,
provando a convincere
almeno una pezza
a denunciare la tua diserzione.
Quando vagavi in età matura
per la selva scura, sono rimasto
a nutrire l’acquario
delle cravatte.
chiedevo privacy alle tarme.
Indossavo la tua camicia
copiando il ritmo
delle tue fattezze,
il tuo respiro copioso,
essendo il mio stesso
e definitivo padre.