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Agosto 25, 2009 alle 1:32 pm |
…b’siyata de’Shemaya…
Leggo , distratto io e incapace di comprendere spesso, ho molti limiti , e non scherzo,no, io ora non scehrzo, i miei limiti sono immensi…e ne sono abbastanza conscio ma non aiuta mai del tutto,pur non esimendomi MAI -in potenza-dal dyleghestai, MAi, verificatelo;esercitatene il diritto.E’ una cosa che pochi riescono a capire.
Ma qui i miei limiti si fermano: mi pare di comprendere, per fare spazio ai legittimi altrui.
E pure questo è naturale e bello. E’ così Umano.
Ecco di seguito il testo da me letto,un testo qualunque, soltanto un pre-testo, di una parte soltanto del pur MERAVIGLIOSO mondo ebraico,tra cui “militano”, d’altronde, anche movimenti di testimonianza eterodossa come Breaking the silence, o troviamo scrittori/pensatori come Grossman, Oz o Roth, checchè ne pensi la pur colta, anzi direi dottissima, intelligenete e affasciante signora E. Lowenthal.
Cito:
”
Notizie dal fronte?
No,non è questo un bollettino dal fronte.Non c’è oggi un fronte in Israele,perchè mentre i palestinesi combattono la loro guerra,gli israeliani aspettano.Da tre settimane attendono che Sua Eminenza Arafat si degni di farci sapere se vuole fare la pace.Lui, poveretto,fa di tutto per farci capire di no,ma gli israeliani guardano dall’altra parte. Guardano dalla parte di Clinton e Mubbarak che continuano a parlare di processo di pace. Gli israeliani vogliono così tanto la pace al punto da ostinarsi a non comprendere che i palestinesi vogliono la guerra.Barak si ostina nella sua politica di attesa, evita di prendere iniziative militari o politiche, parla con la sua migliore retorica e non fa nulla.
Solo dopo la guerra del Kippur, Sadat e gli egiziani hanno capito che con la violenza non avrebbero ottenuto nulla. Arafat e i palestinesi hanno bisogno di una sconfitta militare di quel tipo per giungere alla conclusione che con la violenza non otterranno nulla.
Ariel Viterbo – Alon Shevut 20/10/2000″
Mio modesto commento,come infinitesimale contributo al dialogo dei lettori compagni de IL MANIFESTO di quwari giorni, siamo nel mese di agosto di questo 2009, ,commento forse inutile per i più (eppure non per me), chiedo venia.
Dunque…Era il 2000,anno del Signore intendo. Mentre nel 2009 o nel 1948 le posizioni,tra falchi,colombe, Mossad,Cia,Egitto, antisionisti, tra idioti e assassini esignori delle guerre e dei denari sporchi di sangue,etcetera non erano assai dissimili.
E il mondo affonda nel suo sangue,atavicamente attratto da esso, e Israele soffre e si vede perseguitata,e intanto si inferocisce da mezzo secolo e più,i Palestinesi vengono sostanzialmente perseguitati a tutt’oggi,una sorta du pulizia etnica come dice il saggio storico famoso,perseguitata de facto.
L’uomo ha un lungo cammino da percorrere,e questo pureb lo sappiamo da molto tempo.
Abbiamo avuto maestri eccelsi, storici dela cività occidnetale,ma non bastano;nulla e nessuno mai basta per i ciechi i sordi (la quasi totalità dell’uomo cosiddetto comune,è durissimo accettarlo,addirittura soltanto vederlo),gli ostinati nutriti di arroganza.Cioè di autoreferenziale e monadica silente morte.
E’ orrendo cio’…
E’ un ospite “unheimlich”, per dirla con un sempre più ignoto e/o rimosso Nietzsche. I “maestri del sospetto” sono assai invisi al mondo occidentale più regredito.
L’arrogante (dilaga e non trova mai quiete,e dilaga,camaleontico, dis-simula e di-laga, sempre, perchè?)storce la bocca e fa spallucce al suono di queste terribili,le sente così, accuse. Gli cadono addosso, ergo si scansa. Invece di CAPIRE…, è così bello, esteticamente, gnoseologicamente, eticamente, capire…letteralmente, afferrare, partecipare, prendere, e al contempo prendere al volo, è sempre troppo tardi ma non si sa davvero mai, la chance di crescere. Non c’è umanità (non si è donne, uomini) se non si +è orientati al crescere. Si è , piuttosto, esalato l’ultimo respiro.O si sta esalando, eternamente compiendo l’atto, l’ultimo lunghissimo respiro.
Siamo sempre -il monito fu antico e paolino, cioè di un, anche, ebreo- “per speculum et in aenigmate”…Capirlo vuol dire , anche, “essere-nel-mondo”.
L’arrogante si dimena, ora è infastidito, è fisicamente infastidito, sciorina il suo antiquato e trito repertorio di contumelie dèjà vues, dà del noioso e del rompiballe a chi gli dice qualcosa, e dà del presuntuoso e del mentalmente onanistico allo stesso, tutto…tutto…pur di non dialogare si difende con i denti…gli manca il terreno sotto i piedi…, ma sono oramai residuali i suoi denti,…e mai dialoga, sereno e divertito, pure, dal gioco (poiché è un’attività anche ludica) del dialogo; e si scrolla da dosso lo stimolo(come se bastasse farlo facendo spallucce o voltando il viso altrove)al cambiamento.
Lo sprono al progredire è inaccettabile, gli hanno insegnato, se mai ha imparato qualcosa, a rigettare l’alterità, il confronto.
Il ri-conoscere l’alterità come condizione di esistenza, ri-conoscerla.
E il cammino è assai difficile (banalissimo dirlo, censurabile da chicchessia per conclamata ingenuità), e non è detto che sia alla sua(del genere umano nel mondo)portata. No, non è detto, vada riferito ciò a sua discolpa, se di colpe si può mai parlare.
Non sarebbe la prima volta nella storia “evolutiva” di un genere animale.
Ma non si esaurisce qui la complessa e interrelata serie di argomentazioni, né gli strumenti, che ci sono e raffinatissimi e complessi e in itinere, sempre più raffinantesi.
L’arrogante chiude la finestra dell’ascolto. Si mura vivo( o semivivo, semi-tutto).
Tutt’al più alza la voce, le braccia o le gambe, e propone argomenti più alla sua portata- regredendo dal punto di vista ontogenetico (peraltro assumento anche un suo proprio ruolo socialmente apprezzato, nella contemporaneità specie occidentale, di un certo narcisistico riconoscimento, per quanto sia effettivamente di bassa lega, di falso agonismo, e diciamo pure poco “virile”), propone i suoi argomenti cioè muscolari.
Si umilia, perchè?Ma perché?
Attenzione: guai a dirglielo,non sorride ellenicamente al confronto dialettico. Digrigna i denti. Si sente spiazzato. MOstra le debolezze intatte nella sua vis non creativa, ma violenta. Si umilia, dunque, avvoltolandosi nella sua impenetrabile autoreferenzialità. Perchè? Non affronta, si nasconde.
Lo verifichiamo attorno a noi continuamente, ripetutamente, sono ingenuo a rimarcarlo, bene, eppure noi continuiamo -taluni tra noi- ad amare l’eccezione che potrebbe (ma…”quo usque tandem…?”) essere un traguardo più a portata di mano. La subcultura dei “targets” (ora peraltro tanto criticata, modaiolamente) segna il passo al target più importante. Era una falsa cultura? Forse. Ma noi continuiamo ad amare l’umano o quel che ne resta. O quelli che restano, di umani.
Non ho risposte a tutto cio’. Scusatemi.
La mia è soltanto una proposta costruttiva e consapevolmente tranchante di dialogo e progresso.Soltanto un incipit, abbastanza rozzo, poco raffinato, solamente abbozzato, di dialogo. Hegelianamente di progresso.Col sorriso sulle labbra, con la joie de vivre a fior di pelle.
Criticatemi, ve ne prego,critichiamoci, senza risparmiare “colpi”,si può crescere solo così; e fa male,anche, ma è un male apparente…,dunque criticatemi, ma che le armi (di penna) siano affilate (non vi aspettate sconti, ma sorrisi umani, e chiose umili e di un agone virile,, e giocose/dure disquisizioni, nel gioco del/nel mondo, ma “hic Rodhus, hic salta” ricordatelo bene – e per una vera conoscenza giochiamo col lemma “rhodon”, rosa, perché la Diotima ci sia di aiuto, ne abbisogniamo disperatamente, la Femmina ela sua altra verità, è FONDAMENTALE, e ricordatemelo sempre); e che i “nemici” (per me amici di dialogo) siano di livello (del resto mi scelgo sempre i nemici al mio livello),che mi insegniate e non umoralmente mi mostriate il dibattersi sterile eppure umano nel disagio, nel non com-prendere, non prendere con, non afferrare, non …afferrar-si…
Grazie per l’attenzione,e Shalom, di cuore!, amando intensamente tutta la storia umana, coltivando il lancinante pathos profondo per la tragedia ebraica nella Storia,che sarà IMPOSSIBILE da cancellare mai,purtroppo,nel senso anche di T.W. Adorno, e quella palestinese che invece pare impossibile impedire che PROSEGUA oltre,o pare impossibile volerlo.
Soltanto volerlo.
Unicamente e fortemente volerlo
Shalom.
Pierluigi Pettorosso