da NATURE E VENATURE

Gennaio 31, 2009 by greta rosso

E la crepa nella tazza apre
un sentiero alla terra dei morti.
(W. H. Auden)

…come quando una crepa
attraversa una tazza.
(R. M. Rilke)

Ricevo da te questa tazza
rossaper bere ai miei giorni
uno ad uno
nelle mattine pallide, le perle
della lunga collana della sete.
E se cadrà rompendosi, distrutto,
io, dalla compassione,
penserò a ripararla,
per proseguire i baci interrotti.
E ogni volta che il manico
o l’orlo si incrineranno
tornerò a incollarli
finché il mio amore non avrà compiuto
l’opera dura e lenta del mosaico.
Scende lungo il declivio
candido della tazza
lungo l’interno concavo
e luccicante, simile alla folgore,
la crepa,
nera, fissa,
segno di un temporale
che continua a tuonare
sopra il paesaggio sonoro,
di smalto.

*

Gennaio 31, 2009 by greta rosso

Questa pagina è una stanza disabitata.
Ogni tanto porto una seggiola rotta
o un pacco di giornali, e li abbandono
in un angolo: nient’altro.
Quello che avanza si dispone qui
e nella tregua dell’uso di deposita.
È l’ultima sosta degli oggetti
prima d’uscire dall’orizzonte della casa,
nella luce chiara del loro tramonto.

*

Gennaio 31, 2009 by greta rosso

A quest’ora l’occhio
rientra in se stesso.
Il corpo vorrebbe chiudersi nel cervello
per dormire.
Tutte le membra rincasano:
è tardi. E queste due ragazze
sul sedile del treno
s’inclinano col sonno nella testa
stordite dal riposo.
Sono animali al pascolo.

Queste conchiglie

Gennaio 26, 2009 by greta rosso

Queste conchiglie che ho trovato
saremo noi
noi acquietati levigati
senza più dolori
di bei colori
poseranno le orecchie su di noi
per ascoltare
che rumore fa
il mare.

Condómino

Gennaio 26, 2009 by greta rosso

al Signor S.
Cammino piano, qua sotto
al terzo piano dorme un condomino
morto. È tornato morto stasera
dall’ospedale, gli hanno salito
le scale, gli hanno aperto la porta
anche senza suonare, ha usato
per l’ultima volta il verbo entrare.
Ha dormito con noialtri condomini
essendo notte sembrava a noi uguale
ha dormito otto ore ma poi ancora
e ancora e ancora oltre la tromba
mattutina dei soldati, oltre il sole
alto nel cielo, ora che noi ci muoviamo
non è più a noi uguale. È un condomino
morto. Scenderà senza piedi le scale.
Era gentile, stava alla finestra
aveva un canarino, aveva i suoi millesimi
condominiali, guarda gli stanno spuntando
le ali.

da Quieta quieta polvere

Gennaio 26, 2009 by greta rosso

V
la notte della tosse quasi al mattino
l’amore mio mi venne vicino piano piano
(veramente ero già lì)
io capii al volo

attento se hanno gli occhi aperti i draghi dormono
se li hanno chiusi sono svegli

ieri ho avuto una visione
l’amore mio era in giardino
metà era vecchio metà era bambino

tra la forma della vita e la vita
grande è la differenza

l’amore mio non venendo
mi sta mangiando un mostro

tagliategli la testa! ordinò la regina

adesso sotto lamia pelle
si vedono lemie ossa
prima non le avevo viste mai
le mie ossa sono molto belle

cominciò a passeggiare per gli stradini, a giocare con i
bambini, prendeva uno per la manina gliela staccava,
prendeva un altro per la gambina gliela spezzava

forse l’amore mio si è un po’ disamorato di me
però potrebbe rinnamorarsi di nuovo

il piccolo Claus prese la vecchia morta e se la mine nel
proprio letto ancora caldo per vedere se resuscitava

io mi ricordo ancora la prima volta che lo vidi
erano le ore 16 del giorno sabato di giugno
lui arrivava da un corridoio lungo

le teste sono state tagliate?
lo sono state vostra Maestà

VI
Poiché non potevo fermarmi per la Morte
lei gentilmente di fermò per me

quando muoriamo noi
non è come quando muoiono gli altri
si vede l’ultimo oggetto della nostra vita
e nient’altro

Questa Quieta Polvere
fu Signori e Signore

io non sono morta io sono nata,
il 19 aprile 1946

sono viva credo
i rami sulla mia mano
sono pieni di convolvolo

io non vorrei essere così affezionata
un poco meno

Hai il coraggio di seguirmi – chiese – sono la Morte

la prima volta egli mi chiese
posso togliermi la giacca?
io gli dissi naturalmente

prendeva uno per la manina gliela staccava, prendeva un altro
per la gambina gliela spezzava

che l’amore mio essendo bellissimo
l’abbiano rapito gli Dèi invidiosi?

attento se hanno gli occhi aperti i draghi dormono
se li hanno chiusi sono svegli

se un giorno l’amore mio ritornerà
io sarò felice

oh i sagrati – disse il vento -
è quasi sempre da lì che rapisco i miei prediletti

io li ho visti morti
è impossibile guardarli tanto
per questo li mettono sotto terra
io non voglio essere messa sotto terra
là manca l’aria anche se si è morti

oh i sagrati – disse il vento -
è quasi sempre da lì che rapisco i miei prediletti

quando muoriamo noi
non è come quando muoiono gli altri
si vede l’ultimo oggetto della nostra vita
poi si viene messi sotto terra
e nient’altro, nemmeno un movimento impercettibile

il mattino dopo che si è morti
non ci si può svegliare
la vita è finita
è incominciata la morte

Poiché non potevo fermarmi per la Morte
lei gentilmente di fermò per me

anche da morta mi ricorderò i ricordi
mi ricorderò sempre di quando ero viva

l’amore mio quando lo toccavo
ero felice

Poesia illegittima

Gennaio 26, 2009 by greta rosso

Quella sera che ho fatto l’amore
mentale con te
non sono stata prudente
dopo un po’ mi si è gonfiata la mente
sappi che due notti fa
con dolorose doglie
mi è nata una poesia illegittimamente
porterà solo il mio nome
ma ha la tua aria straniera ti somiglia
mentre non sospetti di niente
sappi che ti è nata una figlia.

da L’amore mio è buonissimo

Gennaio 26, 2009 by greta rosso

L’amore mio è buonissimo
infatti quando si ricorda
si sforza sempre di farmi delle domandine
per far vedere che si interessa a me
l’amore mio poverino è commovente

L’amore mio quando era bambino era timidissimo con le bambine
anch’io quand’ero bambina ero timidissima con i bambini
forse però l’amore mio un giorno mi avrebbe chiesto come ti chiami
e dopo avrebbe giocato con me un po’ a palla

L’amore mio quando era bambino
chissà che grembiulini metteva
e se era un bambino buono o così così
l’amore mio quand’era bambino
se sapevo dov’era me lo rubavo

chissà se l’amore mio ci sarà
quando sarò in punto di morte
mi piacerebbe tanto di sì
e che mi stesse vicino vicino
tanto è l’ultima volta
e che mi dicesse delle cose commoventi
per esempio mi dispiace molto che tu muoia

l’amore mio è cattivo
infatti non legge le mie poesie
e allora le mie poesie si sono malate
ecco
e poi sono morte
sono morte tutte e quattrocento
e quello che adesso scrivo già non c’è più
a meno che nel vento

da L’uomo Atlantico

Gennaio 25, 2009 by greta rosso

Voi non guarderete in macchina.
Tranne quando si esigerà che lo facciate.

Voi dimenticherete.
Voi dimenticherete.

da Gli artisti

Gennaio 25, 2009 by greta rosso

Gli artisti dimenticano che l’aria
scorre fra le dita,
le ore ad ascoltare la radio
brillano ottuse e stravaganti,
la loro vicenda oscilla al limite di ogni ora;

in nessun luogo gli oggetti si posano,
eppure esistono in ogni fessura:
la loro superba crudeltà si compone
di minuti solenni.